Il surf, la California, le stelle, il destino dell’uomo nel XX secolo e i Gormiti dei miei vicini.
Maggio 5, 2008 di federicoziberna
Non ho un allacciamento ad internet nel nuovo appartamento. Così dovrei cercare un internetpoint. E per farlo, ovviamente, il mezzo migliore sarebbe GoogleMap.. La gente non sa dove siano, genericamente parlando, le cose: è abituata a trovarle just-in-time, “al volo” insomma, se parli come mangi. Amazon è stata la prima grande tech company on line a ridurre il suo magazzino drasticamente (in proporzione con le richieste, ovvio), assecondando con le sue strategie questa tattica del “sapere dove ho le cose prima che mi servano”. Vorrei solo collegarmi, in fondo. Non chiedo molto nel 2008, mi pare. Se trovassi una wifi aperta..
Perché non le lasciano aperte, le “loro”, i miei amati vicini?
Nonché illegale (secondo la recente legge antiterrorismo non possono esistere accessi pubblici che non richiedano preventivamente un accertamento sulle generalità di tutti coloro che vi si collegano), ho provato a mettermi nei panni sporchi dei miei tirchi di vicini. Non si tratta, in effetti di soldi (la banda occupata sarebbe miseruccia e quindi ritiro i “tirchi” già scritto al loro indirizzo), quanto delle possibili rogne derivanti dall’eventualità che io, tramite il loro accesso, adeschi, chessò e ad esempio bambini in tenera età. Vi assicuro che di fronte ad una prima indagine ci andrebbero di mezzo anche i miei rognosi vicini, che potrebbero indubbiamente rimanere turbati dal vedersi arrivare a casa, un lunedì mattina, alcuni carabinieri con in mano sventolanti foto pedofile stampate dai “loro” files pornografici. Insomma: chi ci garantisce che il vicino non faccia cazzate con la nostra linea? Meglio evitarsi alla radice ogni problema. E così addio spirito di comunione e siamo-tutti-figli-dei-fiori, ciòchettuoèmioeciòcchemioètuoovvio: peccato che questi retropensieri borghesucci (che però potrebbero salvare il nostro piccoloborghese culo) ci rovinino insomma l’idea della comune hi-tech californiana, anni ‘70 e surfista. Niente condivisione del surf perciò e addio fratello, è stato bello, ma: ognuno navighi la sua bella onda.
E io – per dirla elegantemente - non ho un cazzo di tavola a disposizione.