L’invasione dei Fasianidi e del perché le cose capitano così sulla terra.
Maggio 5, 2008 di federicoziberna
Si sa come va il mondo: una persona acclamata nel mondo scientifico e classificata dai più come “al di sopra di ogni ragionevole dubbio” (a.s.o.r.g.) fa un sensazionale annuncio: ha intercettato con i suoi (“l’equipe”, che nelle scoperte sensazionali finisce sempre nell’anonimato dell’omissis, rappresentando alpiù l’ombra fugace del personaggio meridiano, quello col sole a picco e baciato dalla sorte nonché dall’inestimabile – per i sempre più – e inestimato – a suo dire – talento per le scoperte a.s.o.r.g.) una comunicazione intergalattica riassumibile in una sola parola: “Arrivano!”. La notizia sui tabloid si trasforma (abracadabra sinsalabin apritisesamo ambaraba-ci-ci-co-co) in un - molto più allarmato e di funesto sentore storico - “Sie kommen!”
Sono i Fasianidi. Cazzo! Ma proprio i Fasianidi? Eh.. alle scoperte sensazionali mica si guarda in faccia: le si deve prendere un po’ così come sono, ti arrivano a mo’ di schiaffi insomma, se proprio si vuole tenere la metafora della faccia. Una sfida senza guanto (possibile eufemismo per intendere una penetrazione senza apposite cautele e piuttosto rapida).
Le superpotenze cristiane, per nulla disposte a prestare l’altra guancia e quelle atee (non proprio super, ma mandorlate e non), con in coda quelle mussulmane (basterà il petrolio per sconfiggere i Fasianidi?) mettono in moto la mai spenta macchina bellica. Il diesel del pensiero umano su di sé: meglio costruire le bombe e mettersele in tasca, prima di uscire, non si sa mai che non servano per strada, facendo shopping qua e là per i continenti. Al limite usiamo il bancomat, però ci sarebbe la commissione: quindi meglio di no.
Prepariamo sia le rampe che le bandierine: chissà che vogliono ‘sti cazzo di Fasianidi e – al limite – all’ultimo minuto, prima di scatenare l’inferno nucleare (su di loro) per preservare il paradiso (dentro e qui da noi), si alzano le bandierine festanti e li si accoglie in pompa magna. Sennò: inferno nucleare (prima) e bandierine ben piantate sui loro cadaveri (dopo) – stile “okynawa”.
Arrivano sugli iai-zum, la sorta di dischi volanti a forma d’uovo sviluppati dalla tecnologia avanzata fasianide, così dice lo scienziato a.s.o.r.g. (e la banda dei suoi omissis): ‘cazzo, proprio ora che iniziava la partita di champions. Basta che non atterrino nel mio (non “nostro”) giardino, pensano i sempre più sconcertati umanoidi che infestano le nostre (loro) case. Speriamo non vadano a finire in piscina, mormorano fra di sé i frastornati restanti umanoidi, quelli che possono permettersi le nostre (sempre loro) ville.
Arriva il gran giorno. Scendono.
Qui taglio corto perché non c’è molto da dire. Sono alti due metri e polliformi.
Sconcerto generale: nota stonata. Che stecca, niente bombe: semplici gallinacei più o meno innoffensivi con un bargiglio colorato a seconda della casta e del grado che rappresentano.
Polli, né più né meno. Le ovo-astronavi ovviamente hanno la forma più adatta e più naturalmente rappresentativa per farli sentire a loro agio, come si dice.
Fasianidi? Eh sì, dice uno dell’equipe, a questo punto preso di mira – nell’imbarazzo del sig.scienziato a.s.o.r.g. – e finalmente sotto i riflettori dei media, “fasianidi” per l’appunto: della famiglia dei fasianidi come si poteva capire avendo studiato un po’ di zoologia. Da cui i polli e i fagiani (il nome dice qualcosa a questo punto?).
Il timore scema. Rientra il go-no-go per i missili: sarebbe bastato disboscare l’amazzonia –suggerisce qualcuno e prendere così due piccioni con una fava per costruirci delle belle “autostrade per il futuro” - e predisporre con i tronchetti così ricavanti tanti (parecchi) lunghi-lunghi pali, al limite. Sembrano però piuttosto quieti: il che, messo su un piano terra-terra, vuol dire che sono polli, alti due metri ma sempre e solo vegetariani (non tenteranno quindi di mangiarci) e piuttosto che nutrire – sempre al limite – i piccioni in piazza San Marco, se hanno fame e ci si può scattare una foto ricordo assieme due chicchi possiamo sempre trovarglieli. (Tra parentesi sorge un dubbio, strisciante, ai più: mica volano ‘sti polli, che altrimenti nemmeno glielo diamo il mangime, che questi stronzi – grossi come sono – se ci cacano addosso ci seppelliscono di guano).
“Perché venite qui” (mentre sulla tv via cavo trasmettono la nostra soap preferita?), “in quello che ci piace definire il nostro pollaio, a romperci le uova?” (Si tenta di parlarci chiaro, ai fasianidi).
Il fasianide capo (bargiglio sgargiante o aia-tenente, come liberamente tradotto dalla loro lingua) espone brevemente le principali ragioni che li hanno spinti a venire fin qui.
A seguito dell’ascolto -dal remotissimo angolo della galassia- delle nostre fantastiche trasmissioni tv i Fasianidi si sono –infatti!- resi conto che, due punti e accapo
a). una preoccupante malattia sta infestando il nostro pianeta mettendo in pericolo la vita e l’esistenza (nonché l’evoluzione) della forma più primitiva (ma sempre di parenti si tratta) di vita fasianide: l’aviaria. Urgeva portare soccorso a ’sti primitivi di polli terrigeni.
b). ad ascoltare le trasmissioni poi, si da per certo che il nostro pianeta sia ricco di galline.
Perciò, risolto e chiarito il misunderstand di cui al punto b). tornano da dove sono venuti lasciandoci in dono delle jajce (che nelle lingue slave del nostro pianeta vuol dire per l’appunto “uova”), simbolo sacro di amicizia perenne fra i nostri popoli e noi diamo loro parecchi pacchetti di pop-corn da sgranocchiarsi nel viaggio di ritorno, anche noi come simbolo sacro di amicizia perenne fra i nostri popoli.
Popoli si fa per dire, ovvio.
Un popolo civile, e dei fasianidi.